Nell’articolo precedente abbiamo presentato una classifica generale di difficoltà dei brani di pianoforte classico. Questa volta abbiamo preparato una classifica di difficoltà dedicata solo alle opere di Chopin.
Come la precedente, anche questa classifica si basa sui nostri criteri e gusti personali, quindi non va presa come un metro assoluto.
Prendila con leggerezza, come spunto per scoprire qualche brano in più: “Ah, c’è anche questo!”.
Articolo precedente: Classifica di difficoltà dei brani di pianoforte classico 1–10 (principianti e avanzati)
- Da principiante a intermedio: classifica di difficoltà 1–10 (dal più facile)
- 1. Valzer n. 19 in La minore (postumo)
- 2. Mazurca in Fa maggiore, Op. 68 n. 3
- 3. Mazurca n. 5 in Si♭ maggiore, Op. 7 n. 1
- 4. Preludio n. 7, Op. 28 n. 7
- 5. Cantabile in Si♭ maggiore
- 6. Foglio d’album (Albumblatt) in Mi maggiore
- 7. Notturno n. 20 in Do♯ minore (postumo)
- 8. Valzer n. 6 in Re♭ maggiore, Op. 64 n. 1 “Valzer del cagnolino”
- 9. Valzer n. 7 in Do♯ minore, Op. 64 n. 2
- 10. Valzer n. 1 in Mi♭ maggiore, Op. 18 “Grande valse brillante”
- Avanzati: classifica di difficoltà 1–10 (dal più difficile)
- 1. Andante spianato e Grande polonaise brillante, Op. 22
- 2. Ballata n. 4, Op. 52
- 3. Studio Op. 25 n. 12 “Oceano”
- 4. Studio Op. 25 n. 11 “Vento d’inverno”
- 5. Studio Op. 10 n. 12 “Rivoluzionario”
- 6. Studio Op. 10 n. 4
- 7. Scherzo n. 2, Op. 31
- 8. Polacca n. 6, Op. 53 “Eroica”
- 9. Preludio n. 15 in Re♭ maggiore, Op. 28 n. 15 “La goccia d’acqua”
- 10. Fantasia-Improvviso (Fantaisie-Impromptu), Op. 66
- Conclusione
Da principiante a intermedio: classifica di difficoltà 1–10 (dal più facile)
* I video sono presi da YouTube. A eccezione dei nostri video tutorial con le barre luminose, non hanno alcun legame con la nostra azienda.
1. Valzer n. 19 in La minore (postumo)
Breve e con uno spartito relativamente semplice, è spesso indicato come porta d’ingresso nel mondo di Chopin per i principianti.
La melodia, un po’ malinconica, conquista subito e permette anche ai meno esperti di assaporare quel “tocco chopiniano” mentre si esercitano.
Esistono molte edizioni semplificate con la mano sinistra alleggerita; curando ogni nota, si ottiene un’esecuzione piena di sensibilità.
2. Mazurca in Fa maggiore, Op. 68 n. 3
Le mazurche si ispirano alle danze popolari della Polonia, la terra natale di Chopin. L’Op. 68 n. 3 non è troppo veloce ed è piuttosto accessibile.
Ha un carattere luminoso e un po’ nostalgico. Per far risaltare il carattere della mazurca, fai attenzione agli accenti particolari e immagina un leggero passo di danza.
Ideale come prima mazurca per i principianti.
3. Mazurca n. 5 in Si♭ maggiore, Op. 7 n. 1
L’Op. 7 n. 1 è una mazurca giovanile di Chopin, piena del calore tipico della tonalità maggiore. Il ritmo ha un piccolo “slancio” caratteristico: suonata in modo del tutto metronomico risulterebbe piatta.
Serve una certa comprensione della danza popolare polacca: valorizza la melodia della mano destra e dai elasticità e mordente alla sinistra, per esaltare lo “spirito della mazurca”.
4. Preludio n. 7, Op. 28 n. 7
Tra i Preludi Op. 28 di Chopin, questo è piuttosto breve e ha una linea melodica abbastanza semplice.
C’è chi lo definisce vagamente “esotico”; con un tocco morbido e un uso attento del pedale si ottengono variazioni di colore interessanti. Malgrado la brevità, racchiude la bellezza armonica tipica di Chopin ed è ottimo per sviluppare l’espressività nei principianti.
L’ampio accordo arpeggiato finale, a seconda dell’apertura della mano, può richiedere di dividere le note tra le due mani.
5. Cantabile in Si♭ maggiore
“Cantabile” significa “in modo cantato”. Un breve pezzo per gustare appieno il dono melodico di Chopin.
Pur non avendo molte note e con uno spartito piuttosto chiaro, richiede un legato accurato e un uso raffinato del pedale.
Come suggerisce il titolo, è fondamentale far “cantare” bene il tema, curando il controllo delle dita e le sfumature dinamiche.
6. Foglio d’album (Albumblatt) in Mi maggiore
Un brano breve, rinvenuto fra i manoscritti di Chopin, noto come “Foglio d’album”.
Le armonie in Mi maggiore danno un senso di limpidezza; più che la tecnica, conta la finezza espressiva. Dai alla melodia della mano destra un buon coinvolgimento emotivo, mentre la sinistra la sostiene con delicatezza.
Essendo breve, anche un principiante può arrivare presto alla soddisfazione di un’esecuzione completa.
7. Notturno n. 20 in Do♯ minore (postumo)
Usato spesso in film e in TV, è celebre per la melodia struggente. Lo spartito non sembra troppo complicato, ma in realtà richiede un buon legato e grande intensità espressiva.
Detto questo, rispetto ad altri notturni è considerato tecnicamente più accessibile. È fondamentale curare il momento del cambio di pedale per evitare un suono impastato.
8. Valzer n. 6 in Re♭ maggiore, Op. 64 n. 1 “Valzer del cagnolino”
Tra i valzer di Chopin, è uno dei più famosi per la sua melodia graziosa.
Nonostante sia breve, le rapide figurazioni della mano destra unite all’accompagnamento leggero della sinistra lo rendono un po’ impegnativo.
Eppure, tra i valzer di Chopin eseguiti per intero, è tra i più semplici: rallentando il tempo, anche un principiante può divertirsi a suonarlo.
9. Valzer n. 7 in Do♯ minore, Op. 64 n. 2
Anche questo fa parte dell’Op. 64, ma ha un’atmosfera più riflessiva e malinconica.
La struttura con molte ripetizioni lo rende facile da capire, ma le voci interne e gli accordi richiedono più abilità. Con un tempo calmo si ottiene un pathos quasi da notturno.
Quando ti senti a tuo agio, puoi rendere il tempo più fluido e arricchire le sfumature, per un’interpretazione più matura.
10. Valzer n. 1 in Mi♭ maggiore, Op. 18 “Grande valse brillante”
Uno dei primi valzer emblematici di Chopin, brillante e molto popolare. Viene spesso eseguito in concerto, ma proprio per la sua brillantezza ha molte note, e serve un po’ di tempo per padroneggiare il ritmo e il dialogo tra le due mani.
L’effetto in concerto è però notevole: un ottimo obiettivo per chi vuole passare dal livello principiante a quello intermedio. Punta a un’esecuzione bella e di grande impatto.
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Avanzati: classifica di difficoltà 1–10 (dal più difficile)
1. Andante spianato e Grande polonaise brillante, Op. 22
Si apre pacatamente con l’Andante spianato, poi evolve nella brillante Grande polonaise: un’opera di ampio respiro.
La tecnica da sola non basta: serve anche capire l’architettura drammatica ed esprimere un’ampia gamma di emozioni.
Abbonda di passaggi spettacolari degni di Liszt e richiede resistenza fisica e virtuosismo: un pezzo di punta per chi affronta Chopin a livello avanzato.
2. Ballata n. 4, Op. 52
Considerata da molti la più difficile delle ballate di Chopin. Alterna passaggi delicati e climax appassionati, con voci interne complesse e cambi di tempo che mettono alla prova tutte le capacità del pianista.
È un’opera molto narrativa, che commuove profondamente il pubblico, ma per costruirne la forma e l’interpretazione servono tanto lavoro e padronanza tecnica.
Alcuni passaggi ricordano gli Studi di Chopin: conoscere quelle figure lo rende ancora più coinvolgente.
3. Studio Op. 25 n. 12 “Oceano”
Soprannominato “Oceano” per gli arpeggi ondeggianti di entrambe le mani.
Bisogna creare un moto ondoso continuo e far emergere la melodia: servono resistenza e una tecnica delle dita precisa.
Controllare le dinamiche è difficile e la tensione non si allenta mai. Uno “studio” con il respiro di un grande brano da concerto.
4. Studio Op. 25 n. 11 “Vento d’inverno”
Noto come “Vento d’inverno” (Winter Wind), è caratterizzato da rapidissimi passaggi cromatici della mano destra.
Comprende diteggiature intricate e salti d’ottava, e richiede una tenuta solida del ritmo e del tempo.
L’armonia è carica di dramma, tra tensione e malinconia: servono grande perizia tecnica e intensità espressiva.
5. Studio Op. 10 n. 12 “Rivoluzionario”
Lo studio più famoso di Chopin, comunemente detto “Rivoluzionario”.
Si caratterizza per il vigoroso ostinato della mano sinistra, contrapposto a una melodia possente nella destra. Per tenere un tempo veloce servono indipendenza delle dita e resistenza.
È molto emotivo, ma l’irruenza non basta: servono precisione ed equilibrio tra le mani. Breve, ma di enorme impatto drammatico.
6. Studio Op. 10 n. 4
Uno dei pezzi più impegnativi tra i primi Studi di Chopin.
Entrambe le mani si muovono con passaggi rapidi e intrecciati, a volte incrociandosi. Mantenere la chiarezza a un tempo elevato richiede molto lavoro di base.
A questo si aggiunge la difficoltà di unire uniformità di suono ed espressività: un pezzo estremamente arduo.
7. Scherzo n. 2, Op. 31
Un brano molto amato, che fonde dinamismo e romanticismo. Dopo una breve introduzione arriva un tema principale impetuoso, alternato a un trio soave.
Passaggi intricati, successioni di accordi e la gestione dell’atmosfera agitata alzano il livello di difficoltà. È un brano molto narrativo: serve unire un’interpretazione approfondita a una tecnica solida.
8. Polacca n. 6, Op. 53 “Eroica”
Famosa come “Polacca eroica”, è uno dei brani più imponenti e sfarzosi di Chopin.
Nella sezione centrale spiccano le ottave in successione e i grandi salti, che richiedono forza e precisione. Bisogna inoltre mantenere il ritmo caratteristico della polacca con un portamento solenne: serve una tecnica avanzata.
Pezzo di spicco in ogni concerto, è il sogno di molti pianisti.
9. Preludio n. 15 in Re♭ maggiore, Op. 28 n. 15 “La goccia d’acqua”
Uno dei più noti fra i Preludi Op. 28.
La mano sinistra ripete senza sosta una stessa nota, come una “goccia d’acqua”: bisogna curare bene le dinamiche per evitare la monotonia.
La sezione centrale diventa tempestosa: bisogna rendere con precisione l’esplosione emotiva. Richiede tecnica ed espressione ad alto livello, ed è quindi adatto a esecutori avanzati.
* Re♭ maggiore e Do♯ minore sono tonalità enarmoniche: la melodia deve restare “cantabile” mentre scorrono le “gocce” ripetute.
10. Fantasia-Improvviso (Fantaisie-Impromptu), Op. 66
Un brano dalla melodia sognante e magnifica, conosciuta da moltissimi.
La difficoltà sta nella sovrapposizione di ritmi diversi tra mano destra e sinistra. All’inizio può risultare molto scomodo.
Nella dolce sezione centrale servono un legato rigoroso e un’esecuzione molto espressiva. È un esempio perfetto della fusione tra brillantezza e malinconia tipica di Chopin.
Conclusione
Ecco dunque la nostra classifica di difficoltà delle opere di Chopin per pianoforte: 1–10 per i principianti e 1–10 per i più esperti.
Dopo la classifica generale dei brani di pianoforte classico, questa volta ci siamo concentrati sulle opere di Chopin.
Speriamo che tu possa goderti la ricchezza della musica di Chopin e passare bei momenti al pianoforte!
* È un giudizio puramente soggettivo, non uno standard ufficiale. La difficoltà reale dipende dai gusti personali, dai punti di forza e di debolezza di ciascuno e dall’edizione dello spartito.
